Hassan - Solo un bambino

Il muro bianco è freddo e mi graffia la schiena. 

Per terra vedo macchie di sporco e strisce di sangue. Qualcuno grida ma non capisco chi. Dalle facce che vedo attorno tutti gridano o piangono, solo chi è morto non muove la bocca.

Non credevo di sentire ancora, ma quel suono ha perforato il fischio che avvolge la mia testa. Non sento nemmeno le mie grida, eppure grido o piango sicuramente. Vedo lacrime e muco che scendono sul pavimento e si mischiano al sangue che qualcuno ha perso e sul quale sono seduto.

ما اسمك يا ولد؟

Ma ismuka ya walad? Come ti chiami ragazzo?   

سامعني؟

Sāmi‘ni? Mi senti?

Vedo la sua bocca muoversi ma l'unica cosa che sento è il fischio dentro la mia testa. Lui mi prende e cerca con gli occhi qualcuno. Apre la bocca e penso che gridi. Dietro di lui tutti corrono. Chi può corre, chi non può resta, e sanguina sul pavimento. Mi lascio sollevare, il calore del corpo dell'uomo è confortante. Mi scalda la pancia. I miei pantaloni si bagnano di pipì e anche le gambe dell'uomo. Ma non si arrabbia. Nemmeno mio padre si arrabbia mai.

Una signora dai capelli gialli e gli occhi come l'acqua gli porge un asciugamano. Il dottore non lo usa per le sue gambe però, lo mette ai lati della mia testa e mi tiene stretto contro il suo petto. La mia testa comincia a dondolare, i miei occhi fanno male non riesco più a tenerli aperti. Quando riapro gli occhi il dottore non c'è più. Sono sdraiato su una coperta lasciata sul pavimento in un angolo dove ci sono altri bambini. La mia testa è avvolta nel fischio e nel dolore. Tolgo il grosso asciugamano che mi avvolge i capelli e vedo che ha due chiazze rosse dove sono le mie orecchie. L'esplosione della bomba mi ha rotto le orecchie. Non so se sentirò di nuovo. Mi guardo le mani e i piedi. Ci sono tutti e dieci, sono fortunato. Ho fame. Mia mamma mi chiede sempre se ho fame. Qui nessuno mi guarda. Gli altri bambini sono silenziosi. Alcuni non si muovono, altri dormono.

وين أهلك؟

Wayn ahlak? Dove sono i tuoi genitori?”

Mi lasciano un foglietto sulle ginocchia  e una matita. E' sporca di sangue, non la voglio prendere. Il signore però mi guarda e io scrivo che non lo so. Mia mamma non mi lascia mai da solo. Una volta mi sono arrabbiato e le ho urlato che a nove anni non ero più un bambino. Vorrei che fosse qui ora. 

Vorrei essere un bambino. 

Solo un bambino.

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